giovedì 21 giugno 2018

Verso Oriolo dei Fichi

La pieve di Santo Stefano di Corleto si trova sull'omonima via a nord della via Emilia, fra Forlì e Faenza, nel tratto di pianura compresa fra Montone e Lamone in cui la distanza fra i due fiumi si riduce. Un trampolino per scavalcare la via Emilia, ed affrontare le prime salite. Per chi è attrezzato con bici da strada è una località agevolmente raggiungibile  e superabile di slancio. Io però viaggio con un ... cavallo! E allora mi sono avvicinato in auto, parcheggiando a Ponte Vico, sul Montone, località nota perchè ci si trova il ristorante "Luciano".  


Un posto comodo anche in quanto collocato sul percorso del Montone. Da ponte Vico al santuario sono circa 10 km di pianura ricca ma anche calda in questa stagione, percorribile però su strade asfaltate e tranquille e con un riferimento chiaro: le colline. Ed è lì che oggi vogliamo arrivare: ci accontentiamo, vista l'ora, di percorrere meno strada del solito, ma puntiamo ad una meta che abbiamo sentito ricordare tante volte:  Oriolo dei Fichi!



Superata la via Emilia la strada sale dolcemente. Occorre fare attenzione perché è facile sbagliare direzione, le vie e i viottoli sono tanti. Solo poco tempo fa un nostro primo tentativo è fallito: avevamo la sagoma del la torre di Oriolo davanti agli occhi, ma quando la salita si è fatta più dura ci siamo trovati sempre più separati dalla nostra meta da una valle profonda, bella ma invalicabile. Ci siamo rassegnati "scalando" la salita, in terra forlivese, verso la chiesa di Castiglione. 


Oggi però siamo pronti, abbiamo studiato le mappe, ed ad Oriolo ci arriviamo! Ci accoglie una cappellina, ricca di una bella madonna in ceramica. A Oriolo, oltre al castello, oggi chiuso, c'è poco altro: una chiesa, tre o quattro case, una taverna con terrazza affacciata sulla pianura. Tutto chiuso.


Il castello è lì che domina silenzioso chiesa, case, taverna e vigne circostanti. Non è sempre chiuso, anzi, sono molte le iniziative che vi si svolgono. In estate si anima tutti i mercoledì sera.

Ma noi siamo comunque soddisfatti, lasciamo Oriolo seguendo una variante da cui lo si ammira in una diversa prospettiva, circondato da vigneti.

Un'ultima foto, e via verso Faenza e la pianura dove la vigna cede il passo ad altre colture. E sono tante le indicazioni che da Oriolo a Faenza ci attraggono: mete per altre escursioni.

A Faenza solita breve sosta: è tardi, rientriamo, questa volta passando da Reda.
Se all'andata ci hanno fatto compagnia, per un po', gli argini del Montone, a destra, ora è il Lamone che ci indirizza per qualche tratto. Poi è il campanile di Reda, alto e aguzzo, a guidarci. Un campanile moderno e bruttino, nulla a che fare con la torre di Oriolo!
E pensare che qui la chiesa c'è da tanto tempo, è ne ha viste tante, compreso l'assalto alla canonica del Passatore, Stefano Pelloni, nel 1850!
Ma di queste storie a Cavallo Blù, stanco e accaldato, poco importa, vuole solo tornare all'auto, in attesa nel parcheggio della trattoria "Luciano".






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