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sabato 16 luglio 2022

Ciclabile di Bellocchio: bella realtà o miraggio estivo?


Il collegamento ciclabile veloce fra i lidi di Comacchio e Ravenna, evitando i pericoli della Romea, sembrava un miraggio. 

Poi in un luglio torrido finalmente la notizia: inaugurata la ciclabile di Bellocchio che collega Lido di Spina con l'argine del fiume Reno, consentendo poi di proseguire da un lato verso Sant'Alberto e, successivamente, Ferrara; dall'altro verso Primaro, Casal Borsetti e gli altri lidi Ravennati.

sabato 1 maggio 2021

FENICOTTERI IN VALLE, fra Sant'Alberto e Primaro


Le previsioni di tempo variabile sconsigliano percorsi impegnativi, ma l'aria è primaverile e qualche ora senza rischio di pioggia si può trovare. Ed eccoci a Sant'Alberto, per un paio d'ore da passare fra il fiume e le valli. Saranno in tutto 25 km, lungo l'argine sterrato del Reno, verso il mare fino all'incrocio con la Romea; e ritorno.

lunedì 10 agosto 2020

Delta del Po: SACCA DEGLI SCARDOVARI, un mondo d'acqua, ma non da bere

 

6 agosto, doveva essere una giornata di mare, ma il cielo è coperto e l'aria fresca, ideale per montare in sella. Cambiamo programma, una meta è pronta da tempo: delta del Po, in territorio veneto, anche se agosto non parrebbe il mese più adatto per tornare in posti che ricordiamo piuttosto afosi. Si discute, si decide di andare, ci si orgnizza; nel frattempo l'orologio corre.
Puntiamo a Goro. Poi Gorino e, di seguito, i ponti di barche su rami del Po, due, uno solo a pagamento.
E siamo in Veneto, a Santa Giulia, nell'isola della Donzella, la maggiore delle isole del Delta.

mercoledì 12 giugno 2019

UN LAGO NASCOSTO NEL SAVIO


Nel suo ultimo tratto il Savio sembra voler ritardare il suo ingresso nel mare e si fa ancora più tortuoso che nei tratti a monte. Un indecisione che ha lasciato traccie profonde: il corso del fiume è stato corretto anni fa e ora gli argini sono doppi:  braccia che  abbracciano la campagna  prima di lasciarla, celando al proprio interno una piccola oasi verde di acqua e bosco. Uno scrigno nascosto.

venerdì 27 aprile 2018

Attorno a Reno e Primaro, tra Molinella e Argenta


Il fiume Reno anticamente non finiva in mare ma scaricava le sue acque nelle paludi e negli acquitrini della pianura contesa da bolognesi e ferraresi, a ridosso del vecchio corso del ramo più meridionale del Po, il Po di Primaro.




Da queste parti, nel medioevo, la vita non era facile: acqua, case di canna, ranocchi e zanzare! Ma sono comunque sorte le prime costruzioni del paese in cui sono nato, Molinella: un mulino e una torre, che ancora esiste.

Il Po però, dopo la rotta di Ficarolo, decise di far scorrere meno acqua nel Primaro e ciò fornì l'idea di creare un utile fiume grazie ad un nuovo "cavo", che venne collegato nei pressi di Argenta al vecchio tratto del Po di Primaro.
Detto fatto, ed ecco, in alcuni secoli, il Reno così come lo conosciamo oggi!
Le paludi sono scomparse quasi completamente, le zanzare sono restate!

Probabilmente l'interesse che nutro per l'esplorazione di argini e valli, il piacere di far scorrere lo sguardo su terre piatte o di respirare nebbia in autunno, deriva dall'avere radici da queste parti. E di essere al mondo grazie all'incontro di persone nate ai due lati di questo fiume.


martedì 17 ottobre 2017

IN PACE COL MONDO, correndo fra fiume e valle

10 km sull'argine che separa il  Reno dalla valle di Comacchio, da Sant'Alberto verso il mare.



Da quando ha saputo che abbiamo un blog, Cavallo blu vorrebbe lanciarsi ogni giorno in nuove esplorazioni da raccontare. Ma oggi non ho voglia di caricarlo in macchina, e nei pressi di Ravenna c'è poco di nuovo.
Gli propongo di puntare a Sant'Alberto ed alle valli, anche se per arrivarci c'è un bel tratto di strada provinciale da percorrere. "Ho gambe allenate e zoccoli gommati, andiamo" mi dice. E così andiamo.



giovedì 12 ottobre 2017

LA TORRETTA DEL BEVANO


Sarà l'effetto della tenera luce di un pomeriggio autunnale, ma oggi Cavallo è in vena di nostalgia e continua a parlare della pineta bruciata, della Bassona, e della foce del Bevano. Anche se lui  a fare il bagno "ignudo"senza costume da quelle parti, come si faceva con naturalezza noi umani oltre trent'anni fa,  non c'è mai andato. Ma gliene ho parlato tante volte!
Sono tutti posti in cui oggi non si può entrare; comunque decidiamo di avvicinarci per dare un'occhiata e, di ritorno da Milano Marittima, anziché prendere per Ravenna al ponticello sul Fosso Ghiaia svoltiamo a destra e ci dirigiamo verso il mare seguendone il percorso. Anche qui siamo nel Parco del Delta del Po

lunedì 25 settembre 2017

AL GALOPPO DA RAVENNA A CERVIA, attraversando di slancio Fiumi Uniti, Bevano, Savio




Come tanti ciclisti, sovente me compreso, Cavallo concepisce ogni uscita come una galoppata veloce verso la meta di giornata. Una sorta di cronometro con in palio un premio che non manca mai: la fermata in un buon bar.




L'importanza dell'obbiettivo non ammette distrazioni per osservare e, ancora meno, soste per fotografare.
Ma avevo bisogno di completare gli appunti di tante precedenti uscite verso Cervia integrandoli con qualche informazione aggiuntiva, ad uso sopratutto dei non ravennati.
Ecco allora la necessità di interrompere la cavalcata con qualche sosta, che Cavallo ha mostrato di non gradire sbuffando ampiamente