lunedì 30 luglio 2018

Dobbiaco-Cortina-Dobbiaco. 63 km di piacere vero.

19 luglio.

Oggi splende un sole luminoso, è il giorno adatto per rifare la Dobbiaco-Cortina. Questa volta però Cavallo blu accetta di osare più che nelle precedenti occasioni: sarà andata e ritorno, senza ricorrere all'aiuto del pullman! Solito appuntamento per la partenza, parcheggio della stazione di Dobbiaco. Attrezzati con panino  e acqua, imbocchiamo il tracciato della vecchia ferrovia dismessa nel 1962.
Di questo infatti si tratta, ed è per questo motivo che la pendenza lungo tutta la tratta si mantiene su livelli moderati. Una pendenza moderata ma continua che su entrambi i versanti consente di superare un dislivello di circa 300 metri.


Si va!
Primo tratto nel bosco, il fondo è ottimo. Sulla pista tanti ciclisti, giovani e meno giovani; attrezzati e meno attrezzati. Una carovana colorata e allegra che si lascia Dobbiaco alle spalle.
Poco dopo il via  incontriamo una zona sassosa, al centro di una grande pietraia su cui ci sono mezzi al lavoro. Una frana,  che ha colpito anche la statale e il bosco, distruggendone un tratto. Ma dura poco, e comunque si va!


Viste famigliari. Superiamo il lago di Dobbiaco e il cimitero militare a destra. 
E poi la vista si apre e sulla nostra sinistra  compaiono le tre Cime


Ogni volta è una emozione ammirarle.
Si continua.
Ci concediamo una rapida perlustrazione al Lago di Landro.


Ancora un attimo e siamo saliti, apparentemente senza sforzo, ai 1529 mt di Cimabanche, dove ci accoglie la vecchia stazione ristrutturata e riutilizzata.


Comincia la discesa verso Cortina. Ora siamo nel tratto bellunese della pista. Con nostra (piacevole) sorpresa anche qui il fondo è decisamente migliorato e compatto, adatto a tutti.


Eccoci a Ospitale. Ancora una stazione. Questa, però, è abbandonata. Non è l'unica, ed è un vero peccato!                                                          Entriamo nel tratto finale, dove la ferrovia si allontanava dalla statale, e dove gallerie e piccoli viadotti affacciati su profonde voragini si alternano, rendendo il percorso particolarmente vario e divertente. Attenzione però perché in galleria la scarsa visibilità nasconde insidie. Siamo ormai in zona Cortina. Un ghiaione ci accoglie e poi rientriamo nel bosco. Il percorso ora è attrezzato con panchine, c'è anche una fontana.

Ricordando che il tratto finale del percorso è soleggiato, ne approfittiamo e consumiamo il nostro pasto frugale comodamente all'ombra prima di trovarci fra le prime case ed entrare in città, dove ci concediamo un breve riposo ed un caffè.

Dopo la breve sosta, confermiamo senza discussioni i nostri avventurosi propositi iniziali. E' il giorno giusto, Cavallo blu è rilassato e abbastanza riposato. Rinunciamo al richiamo invitante degli  autobus con carrello al seguito, parcheggiati nel piazzale della vecchia stazione ferroviaria.

 
Si riparte, e rivediamo tutto il percorso da una prospettiva diversa.
Ora è caldo, ci concediamo una breve sosta alla stazione di Fiames, che, nonostante l'abbandono, ci si offre in tutta la sua bellezza e sapiente collaudata funzionalità. Peccato vederla in questo stato!


Ma è ora di risalire in sella, ritrovare il ghiaione, i ponti, le gallerie, la salita!

... E siamo di nuovo a Cimabanche. Una ultima foto, e giù, verso la stazione di Dobbiaco.



Missione compiuta! 63 km e 600 mt di salite conquistati. 
Siamo contenti, Cavallo, io, Franca e ... il suo moderno cavallo meccanico. 
Piacere vero per chi, come noi, ama la montagna!






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