Nel suo ultimo tratto il Savio sembra voler ritardare il suo ingresso nel mare e si fa ancora più tortuoso che nei tratti a monte. Un indecisione che ha lasciato traccie profonde: il corso del fiume è stato corretto anni fa e ora gli argini sono doppi: braccia che abbracciano la campagna prima di lasciarla, celando al proprio interno una piccola oasi verde di acqua e bosco. Uno scrigno nascosto.
Escursioni in bicicletta a Ravenna, in Romagna, in Italia.Un mosaico di piccole scoperte da gustare con calma, col piacere di faticare su due ruote, osservare e raccontare.
mercoledì 12 giugno 2019
sabato 18 maggio 2019
IL LAMENTO DEI FIUMI AMICI
Il primo raggio di sole dopo tanta pioggia riaccende il desiderio di incontrare gli amici fiumi, per salutarli e fare un bilancio "ciclistico" dei danni del maltempo. Con Cavallo blu decidiamo di spingerci fino alle porte di Forlì lungo il Montone per poi rientrare fiancheggiando il Ronco; poco meno di 60 km in tutto. In testa le immagini dell'alluvione a Villafranca, nelle gambe (di Cavallo) la ruggine di una primavera piovosa come mai.
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domenica 31 marzo 2019
Oggi risaliamo il Savio, dall'Adriatica a Cesena
Un vecchio progetto che riprendiamo: completare la conoscenza del Savio (fiume), esplorandone il tratto che dal ponte sull'Adriatica, a Savio (paese), arriva a Cesena, percorrendo sempre le vie che si sviluppano sul lato destro del fiume. Si tratta dell'itinerario di una ben tracciata ciclabile, in gran parte sull'argine che, per comodità di parcheggio, imbocchiamo un paio di chilometri fuori da Savio (paese) lungo la strada che porta a Castiglione di Cervia.
domenica 17 marzo 2019
Tra acqua e sale, verso Cervia
11 marzo 2019
Cervia attraversando le pinete è una delle nostre mete preferite, un percorso sempre bello ma che poco ha di inesplorato e che oggi non ci accontenta.
La temperatura è mite ed è tempo di scoprire se le gambe di Cavallo Blu si sono riprese dagli ozi invernali: oggi quindi andremo a Cervia variando e allungando il percorso. Faremo 65 km lungo un anello per metà su strada asfaltata, da Ravenna a Cervia, passando per Santo Stefano (la via ciclistica per Bertinoro!), San Zaccaria, Castiglione, e per metà lungo sentieri e attraverso le pinete, da Cervia a Ravenna. Un percorso per noi inesplorato nei tratti che da Castiglione portano a Cervia, attraversando le saline di Cervia.
domenica 3 marzo 2019
Il Ronco fino alla Pieve Acquedotto, sui due argini del fiume

La via Ravegnana che collega Ravenna a Forlì non è una strada consigliabile ai ciclisti. Ma in questi giorni, a causa dei lavori di ripristino, la strada è chiusa alle auto ( ma non alle bici e ... ai cavalli!) nei pressi di Longana. Dato che il traffico si è ridotto anche negli altri tratti, è possibile azzardare una esplorazione inedita. L'abbiamo fatto seguendo un percorso di 55 km, in andata sul solito l'argine destro del Ronco fino all'incrocio con la Cervese, a Forlì. Al ritorno seguendo la Ravegnana fino a Ravenna.
Nei primi chilometri, fino a Coccolia, c'è ancora movimento di auto e qualche camion, ma si può andare. Nell'ultimo tratto, quello sbarrato, invece la strada è deserta e il tragitto sull'argine sinistro del fiume è completamente deserto e silenzioso. Per me e Cavallo Blu veramente godibile,sopratutto in una giornata di quasi primavera come questa.
Ma il tratto più interessante di questa escursione è la scorciatoia che consente di attraversare agevolmente superstrade e autostrade, a Pieve Acquedotto di Forlì, seguendo lo stradello prima sterrato, poi asfaltato, che partendo dal ponte sul Ronco di fronte alla casa cantoniera, conduce ad una chiesa; e di lì alla Ravegnana, ormai fuori dalla città.
Ci troviamo improvvisamente in un altro mondo, lontano dal traffico, a contatto diretto col'ambiente fluviale.
La Chiesa è la Pieve di Santa Maria in Acquedotto.
Una pieve romanica che sembra prendere il nome dall'antico acquedotto di Traiano e che, pur essendo a due passi da autostrade e grandi vie di comunicazione che la circondano, non è facilmente raggiungibile! Ma noi oggi ci siamo arrivati, e anche se non abbiamo potuto visitarla, ne è valsa la pena.
Nei primi chilometri, fino a Coccolia, c'è ancora movimento di auto e qualche camion, ma si può andare. Nell'ultimo tratto, quello sbarrato, invece la strada è deserta e il tragitto sull'argine sinistro del fiume è completamente deserto e silenzioso. Per me e Cavallo Blu veramente godibile,sopratutto in una giornata di quasi primavera come questa.
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| Argine destro |
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| Argine sinistro |
Ci troviamo improvvisamente in un altro mondo, lontano dal traffico, a contatto diretto col'ambiente fluviale.
La Chiesa è la Pieve di Santa Maria in Acquedotto.
Una pieve romanica che sembra prendere il nome dall'antico acquedotto di Traiano e che, pur essendo a due passi da autostrade e grandi vie di comunicazione che la circondano, non è facilmente raggiungibile! Ma noi oggi ci siamo arrivati, e anche se non abbiamo potuto visitarla, ne è valsa la pena.
lunedì 15 ottobre 2018
Al guado sul Bidente ... questa ci mancava!
martedì 9 ottobre 2018
Il Museo Ca' Sgurì a Savarna: merita l'escursione
Le strade che da Ravenna portano verso il Reno e le valli di Comacchio non offrono particolari emozioni, sopratutto in autunno quando la campagna, piatta, ha dato i suoi frutti e si presenta come uno sterminato campo arato. Anche i corsi d'acqua, il Lamone e i tanti canali che si attraversano o costeggiano, si presentano come frutto dei una ingegneria razionale più che della natura. Ma in giornate come questa, più brevi e fresche, ma anche più votate alla pigrizia, può essere bello percorrere anche queste strade, evitando i tratti più compromessi dal traffico, cercando pigramente di crearsi una meta strada facendo.
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